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(19/10/2008 - 20:19)

AIDS NON SI GUARISCE

di marotta

Di Mario Clerici e GilbertoCorbellini Gaynews.it del 30/06/2008 Se ne parla molto meno, ma il virus è ancora letale. Grazie ai progressi della ricerca ora si può convivere con il male per 30 anni. Nessun passo avanti invece sul vaccino

Sono trascorsi esattamente 25 anni dall'identificazione, da parte del gruppo di Luc Montagnier all'Institut Pasteur di Parigi, del virus Hiv, che causa la sindrome da immunodeficienza acquisita (Aids). Che cosa ha insegnato alla medicina un quarto di secolo di ricerche per controllare l'ultima pandemia del XX secolo, che rimane anche la prima del XXI, e come è cambiato l'approccio alle malattie infettive attraverso la lotta contro l'Aids?

Anche se l'Aids è passato di moda nei mezzi di informazione, l'incidenza di nuovi casi di infezione con Hiv continua a crescere anche in molti Paesi occidentali. L'Aids non è più di moda perché si è diffusa l'erronea credenza che sia una malattia ormai facilmente curabile. Se da un lato ciò riflette gli straordinari risultati ottenuti grazie alla ricerca, dall'altro ignora la realtà dei fatti: la ma-lattia è trattabile, ma non è curabile. Inoltre, i farmaci sono gravati da importanti effetti collaterali. In definitiva: di Aids si continuaa morire, anche se in modo più lento, visto che l'aspettativa di vita di un paziente infetto da Hiv è passata da 10 a quasi 30 anni. Dal punto di vista sociale, scientifico, clinico la pandemia di Aids è stata un ciclone del quale solo oggi, dopo quasi 30 anni dalla descrizione dei primi casi,cominciamo a capire gli effetti. All'inizio degli anni 80 l'idea che dei giovani adulti potessero morire per una malattia infettiva era stato completamente rimosso. Le infezioni e le altre malattie ormai uccidevano solo i vecchi. Per trovare un'infezione con un analogo impatto mortale sui giovani adulti bisognava risalire all'epidemia di influenza Spagnola del 1918. L'arrivo di Hiv, e i più di 30 milioni di morti causati da questo virus, per lo più individui di età compresa tra 15 e 45 anni, hanno bruscamente riportato la morte sulla scena: nella seconda metà della stessa decade l'infezione da Hiv era diventata di gran lunga la prima causa di morte negli individui di età inferiore a 45 anni. Nei primi anni 80 si era anche diffuso il concetto che la infettivologia fosse ormai quasi obsoleta: si credeva che vaccinazioni e antibiotici avessero reso il medico infettivologo una figura quasi inutile. L'Aids ha rivoluzionato anche il rapporto medico/paziente trasformando il paziente da soggetto passivo, a partner attivo e informato del processo diagnostico e terapeutico e rendendo non più praticabile l'atteggiamento paternalistico, accondiscentente e " ad excludendum"del medico. Inoltre,l'Aids ha politicizzato la malattia, stimolando la creazione dipotenti lobbies di pazienti e familiari di pazienti.

La pandemia di Aids ha anche dato una nuova visibilità alla comunità omosessuale, che ha saputo elaborare i lutti che l'hanno colpita per rivendicare una sua piena dignità culturale. Ancora alla fine degli anni 80 l'omosessualità era considerata una patologia psichiatrica da trattare e guarire. Venti anni dopo appare retrograda, moralistica e intollerante la posizione di coloro i quali non approvano le unioni civili tra individui dello stesso sesso.

L'immunologia, la virologia e la farmacologia sono state profondamente trasformate dalla emergenza Aids. Studiando la patogenesi dell'infezione da Hiv è stato possibile capire la complessità della struttura genetica e del comportamento dei virus, migliorare la comprensione di numerosi processi immunologici quali, per esempio, quelli inerenti alla funzione del timo e alla biologia delle citochine, proteine fondamentali per comunicazione tra le cellule.

Infine è stato sviluppato un potente arsenale di nuove molecole farmacologiche dotate di attività antivirale. Conquiste da richiamare con forza, in tempi nei quali i finanziamenti per la ricerca continuano a diminuire: le conoscenze acquisite grazie allo studio del virus Hiv, e dei suoi rapporti con l'ospite, hanno avuto importantissime ricadute biologiche e cliniche in campi, quali per esempio la trapiantologia e l'oncologia, apparentemente lontanissimi da quello immuno infettivologico.

L'epidemia di Aids ha avuto anche un impatto sulla produzione artistica, simile a quello che della tubercolosi ebbe nella seconda metà dell'Ottocento: basti pensare a opere come Angels in America, a film come Philadelphia

o And the band played on, o a musical come Rent (la cui protagonista, ammalata di Aids, non a caso si chiama Mimì) che nel tema finale apertamente riecheggia la chiusura della Boheme. A che punto siamo rispetto a una cura o a un vaccino? La ingiustamente svillaneggiata industria farmaceutica (la cosiddetta "Big Pharma") ha compiuto sforzi rilevanti e impiegato immense risorse finanziarie e umane, che hanno permesso di creare diverse classi di farmaci nel giro di pochi anni ( inibitori della trascrittasi, della polimerasi, della integrasi, dell'ingresso del virus nella cellula). Per cui non sono giustificate le prese di posizione da parte di alcune associazioni di pazienti, che accusano "Big Pharma" di insensibilità. Per quanto concerne i vaccini vaccino, nulla di credibile è purtroppo all'orizzonte. Appare poco probabile che a breve-medio termine l'infezione da Hiv possa essere evitata attraverso l'immunizzazione attiva, a causa di problemi tuttora irrisolti: non si sa quali siano i cor-relati di protezione, manca un veromodello animale con cui sperimentare, non c'è accordo su quale costrutto vaccinale utilizzare. Non sappiamo, insomma, come costruire un vaccino e non sappiamo, con esattezza come verificarne la possibile efficacia.

In definitiva, viviamo da 25 anni con Hiv, un virus che è stato responsabile della fine delle utopie sanitarie della seconda metà del secolo scorso. Un virus che ci ha bruscamente ricordato che la scienza non ha conquistato la natura ed è ancora incapace di rispondere a molte fondamentali domande.

Arte e contagio. Keith Haring, «Senza titolo», 1982, Pittura («The Keith Haring Show», Skira). Molte opere dell'artista americano evocano situazioni e questioni relative all'Aids.

Fonte: Gaynews.it

Tag: informazioni,riflettiamo,prevenzione
(10/07/2008 - 20:17)

SEMPLICI TEST

di arrabbiata

Dal blog di un'amico http://beehive.blog.kataweb.it/
ho trovato questi test molto carini... provateli... òltre naturalmente a dare un'okkiata al blog... ne vale veramente la pena

http://www.lovelife.ch/stopaids.php

http://www.posornot.com/

(06/07/2008 - 21:12)

Parlare a bambini e ragazzi di HIV/AIDS

di arrabbiata

Purtroppo dada.net  non mi ha dato la possibilità di pubblicare questo scritto in un'unica pagina e ho dovuto dividerlo in più interventi

Spero che abbiate la pazienza di leggerveli tutti

vi ringrazio




Perchè questa pubblicazione?
Questo post  contiene informazioni di base e suggerimenti per aiutare i genitori e gli adulti a parlare di HIV e AIDS ai bambini.




Perchè parlare di HIV/AIDS?

I bambini hanno bisogno di essere informati sull'HIV/AIDS per molte ragioni.

Si tratta di una malattia che si sta espandendo rapidamente in tutto il mondo.

Molti giovani hanno già sentito parlare di HIV/AIDS dai media, dalle conversazioni degli adulti e da quelle dei loro coetanei. Le persone che ispirano maggior fiducia e credibilità (genitori, insegnanti, operatori sanitari, ecc) e che hanno l'accesso a materiale informativo appropriato all'età a cui si rivolgono, possono aiutare i giovani ad acquisire migliori conoscenze sull'HIV/AIDS e sulle persone che convivono con il virus. Queste conoscenze possono aiutare i bambini e i giovani a sviluppare le capacità di cui hanno bisogno per prendere decisioni sulla loro salute, conoscere cosa è sano e cosa non lo è nei rapporti relazionali e favorire un loro coinvolgimento nella lotta allo stigma e alla discriminazione che circondano l'HIV/AIDS.



La diffusione sempre crescente dell'infezione da HIV accresce la necessità che i giovani sappiano che tutti possono essere contagiati. Una giusta informazione li aiuterà anche a sviluppare il rispetto nei confronti delle persone che convivono con questa malattia. Saranno così meno portati a criticare , a scherzare crudelmente o a perpetuare lo stigma che le persone con HIV già si trovano davanti nella vita di tutti i giorni.

Alcune delle ragioni per cui è necessario parlare con i bambini e con i giovani sull'HIV/AIDS:

  • Alcuni giovani credono a falsi miti sull' HIV/AIDS che devono essere abbattuti
  • Molti bambini hanno paura delle malattie in generale e hanno bisogno di informazioni per rassicurarli
  • I ragazzi e i giovani hanno una naturale curiosità che li spinge a fare domande alle quali gli adulti devono essere preparati a rispondere
  • Alcune ricerche hanno mostrato che i giovani, che hanno compreso i rischi legati al sesso , hanno ritardato la loro prima esperienza sessuale riducendo così il rischio associato a comportamenti sessuali precoci e non protetti
  • Discussioni adeguate e positive con adulti informati hanno aiutato i ragazzi ad avere maggior attenzione alla salute in materia di relazioni sentimentali, amore e sesso
  • Fornendo ai giovani le informazioni di cui hanno bisogno per fare scelte adeguate su salute e sicurezza si possono incoraggiare i giovani che hanno già una sessualità attiva, a utilizzare le pratiche per il safer sex
  • I giovani hanno bisogno di informazioni per conoscere e ridurre i rischi associati all'uso di droghe o sostanze psicotiche.

Tag: informazioni,riflettiamo
(06/07/2008 - 21:10)

Parlare a bambini e ragazzi di HIV/AIDS

di arrabbiata


Parlare di HIV e AIDS con i bambini può risultare difficile, ma poichè il rischio di infezione può minacciarli in modo evidente e significativo, devono essere informati.
Per provvedere ad una accurata informazione si possono indirizzare domande e curiosità alla riduzione delle paure, che possono favorire l'ascolto di errate informazioni da fonti poco attendibili e aiutare bambini, ragazzi e giovani ad avere cura delle proprie scelte in materia di salute.

Parlare può essere diffi

Parlare di HIV e AIDS significa spesso parlare di argomenti relativi a sesso e droga, due argomenti non facili da trattare per molte persone, ma quando si parla ai bambini di materie delicate si mostra loro di aver cura della loro salute e benessere.
Alcune persone si preoccupano se devono discutere di sesso con i bambini e i giovani perchè temono che trattare l'argomento possa incoraggiarli a diventare sessualmente attivi.
Invece bisogna ricordare come varie ricerche abbiano dimostrato che i ragazzi ben informati e confortati dalle conversazioni sulla sessualità siano meno portati ad avere rapporti sessuali nell'adolescenza.

Cose che si possono fare per favorire una conversazione più confortevole con i bambini:

  • Parlare al loro livello usando un linguaggio e idee appropriate alla loro comprensione in base all'età
  • Chiedere le loro opinioni senza fare domande personali
  • Essere disponibili a rispondere personalmente alle domande con onestà. Parlare deve essere una strada a due corsie
  • Ascoltare con attenzione. Prendere le loro domande e risposte seriamente e lasciare che siano le loro domande a condurre la conversazione
  • Non sentirsi in dovere di avere tutte le risposte, ma offrirsi di cercarle insieme a loro
  • Non pensare di dover affrontare tutti gli argomenti in un'unica conversazione; gli interventi brevi sono migliori e maggiormente seguiti rispetto a lunghi discorsi
  • Non considerare la propria opinione come se fosse valida per tutti. E? necessario essere sufficientemente maturi da accettare che giovani e ragazzi abbiano idee diverse dalle proprie
  • Non temere di ammettere il proprio imbarazzo, ma assicurarsi di dire ai giovani quello di cui si vuole veramente parlare
  • Concentrarsi per dare informazioni effettive e reali perchè i ragazzi ascoltano molto più facilmente le cose dimostrabili , i fatti liberi da qualsiasi forma di giudizio
  • Essere disponibili a rispondere a successive domande se lo riterranno necessario
  • Fargli sapere dove possono rivolgersi per ulteriori informazioni e fornirgli una guida per valutare quali siano le fonti più attendibili


E' molto importante imparare ed aggiornarsi il più possibile prima di parlare con ragazzi e giovani; separare i fatti reali da quelli fittizi prima di trattare l'argomento HIV.

Questa guida può essere usata come punto di partenza e ci sono molte altre risorse a cui attingere per imparare il più possibile sull'HIV e sull'AIDS.

Tag: informazioni,riflettiamo
(06/07/2008 - 21:09)

Parlare a bambini e ragazzi di HIV/AIDS

di arrabbiata

Iniziare una conversazione



Uno dei più grandi errori che gli adulti commettono quando parlano con i più giovani di argomenti riguardanti la salute sessuale è aspettare che siano i giovani a fare domande.
Molti ragazzi non faranno domande su cose delle quali pensano sia scomodo per gli adulti parlare e l'opportunità sarà sprecata se gli adulti non prenderanno la giuda del discorso.

Relativamente alla relazione che riuscirete a stabilire con i giovani potrete scoprire che è più facile parlare di HIV/AIDS con i giovani piuttosto che con gli adulti.
Se ritenete difficile iniziare a parlare dell'argomento o pensate che questo non stimoli domande, ci sono modi differenti per iniziare la conversazione.
Per prima cosa è importante stabilire un accordo a priori, così sia voi che i ragazzi sarete comodi e avrete sufficiente tempo per parlare.

Alcuni suggerimenti:

  • Scegliere un momento di relax in cui non ci siano altre distrazioni
  • Non mettere i bambini in posizione subalterna o di svantaggio(loro seduti e zitti e voi in piedi, loro dietro e voi davanti come foste in auto, ecc.) e inserire l'oggetto del discorso all'interno di un'altra attività che state facendo con loro(esempio mentre vi aiutano a preparare da mangiare o ad apparecchiare la tavola, mentre innaffiate le piante o pettinate il cane, ecc..)
  • Attaccate un cartello o una articolo di giornale o un poster che parla di AIDS e fate partire da lì la conversazione
  • Introducete l'argomento. I bambini potrebbero non voler iniziare una conversazione proprio in quel momento, ma in questo modo sapranno che voi sarete disponibili quando loro saranno pronti. L'educazione sessuale viene fatta in molte scuole del Paese(riferito al Canada). E' necessario essere pronti a parlare dell'argomento se il bambino o il ragazzo vi menziona di averne parlato, o sentito parlare a scuola .



Un buon inizio favorisce l'avvio di un dialogo costruttivo. Ci sono alcuni rompighiaccio che si possono usare per una buona partenza:

  • Non abbiamo mai parlato di HIV/AIDS a scuola. Hai imparato qualcosa su quest'argomento quest'anno?
  • Ho letto un articolo dove si dice che il sesso non protetto o lo scambio di siringhe causa la diffusione dell'HIV. Ne hai mai sentito parlare?
  • Qualcuno al lavoro mi ha raccontato che nella classe di sua figlia hanno parlato dell'importanza dell'uso del profilattico. La tua insegnate ne ha mai parlato?
  • Cosa hai imparato sull'HIV? Puoi parlarmene?

Tag: informazioni,riflettiamo
(06/07/2008 - 21:08)

Parlare a bambini e ragazzi di HIV/AIDS

di arrabbiata

Fermare la conversazione

Alcuni metodi che voi usate per parlare o fare domande possono incoraggiare i bambini a partecipare alla conversazione o a confidarsi.
Queste asserzioni sono dette domande aperte:

.-Cosa ne pensi?
.-E' una buona domanda
.-Non so ma lo scoprirò?
.-Sai cosa significa quella parola?
.-Mi fa piacere che mi parli di questo
Viceversa ci sono metodi per fermare la conversazione, scoraggiando ulteriori discussioni.
E sono:

.-Sei troppo giovane
.-Dove l' hai sentito?
.-Non mi importa cosa fanno i tuoi amici
.-Non sono affari tuoi
.-Possiamo parlarne quando ne avrai bisogno

Di cosa e quando dovremmo parlarne con loro?

Ogni bambino, ragazzo o giovane è unico e diverso da tutti gli altri. Come adulto è tuo compito misurare con esattezza quali fatti i ragazzi sono in grado di capire sull'HIV/AIDS e che tipo d'informazioni hanno bisogno di conoscere. I bambini di solito estraggono ciò di cui hanno bisogno da quello che viene detto loro dagli adulti e scartano quello che per loro non è rilevante in quel momento.
Così è importante ricordare che tante piccole informazioni avranno più effetto di un solo, unico e lungo discorso. E' anche importante ricordare che i bambini di ogni età possono trarre beneficio da conversazioni su una sana vita di relazione e sul rispetto di se stessi.

Quando?



Prescolare(3-4 anni)
Molti bambini a questa età capiscono più di quanto possiamo pensare. E' un buon momento per creare un buon rapporto di comunicazione. Si può parlare di cos'è il sesso, introducendo il nome delle diverse parti del corpo e rispondere alle domande sulle differenze tra bambini e bambine.
Riguardo all'HIV/AIDS a questa età sono ancora troppo giovani per una conversazione approfondita su virus e malattie, ma si possono incoraggiare a fare domande su ciò di cui possono
aver sentito parlare da altri bambini, adulti o dalla televisione.

Tag: informazioni,riflettiamo
(06/07/2008 - 21:07)

Parlare a bambini e ragazzi di HIV/AIDS

di arrabbiata

Bambini(5-9 anni)
A questa età i bambini cominciano a capire molte cose sul mondo che li circonda e su qual' è il loro posto in esso e possano avere domande e paure riguardo alle malattie. Possono aver sentito parlare di HIV/AIDS, ma non capiscono cosa sia e come si trasmette.
Parlargliene con termini semplici senza diventare troppo tecnici è la cosa migliore.
Si può spiegare il significato dell'acronimo HIV e AIDS e dire che si tratta di un virus microscopico che vive nel sangue di alcune persone e che può farle ammalare. Fargli comprendere che non è come un raffreddore e che non è così facile prenderlo.

Pre-adolescenza (10-12 anni)

A questa età molti cominciano a concentrarsi sul proprio corpo e sul proprio aspetto.
Comprendono il significato di causa ed effetto, ma possono non parlare facilmente di ciò che li riguarda : è importante quindi essere disponibili al dialogo non importa su quale argomento.
Si può parlare di sessualità, orientamenti sessuali, attività sessuali, di come si diffonde l'HIV e di come ci si può proteggere anche dalle altre malattie a trasmissione sessuale. Hanno bisogno inoltre di informazioni sull'alcol e sulla droga in modo da poter avere gli strumenti per prendere decisioni riguardanti la propria salute.

Adolescenza(13-15 anni)

Intorno a questa età i ragazzi possono essere reticenti a parlare di se stessi e non permettono facilmente che gli si parli dei rischi in materia di sesso, droga o HIV, perchè è proprio a questa età che i ragazzi iniziano ad interessarsi al sesso e alle prime esperienze, ma difficilmente ne parlano con gli adulti.
Se un discorso riguardante la sessualità è già stato fatto in passato, si può riprendere per assicurarsi che ne ricordino i dettagli e comprendano il significato dei rischi legati a certi comportamenti.

Fargli capire che volete parlargliene perchè tenete alla loro salute e non perchè volete interferire nella loro vita.
Può essere una buona idea far intervenire il medico di famiglia sugli argomenti di salute sessuale, perchè è l'età adatta per intraprendere una discussione su quali siano i comportamenti rischiosi e quali invece quelli sicuri considerando anche l'influenza che il giudizio dei loro pari può avere nelle scelte.
Sotto questo aspetto è importante far loro comprendere come le decisioni che riguardano le propria salute siano personali, con conseguenze a lungo temine nel corso della vita, e per questo non devono essere condizionate a ciò che pensano o dicono gli amici o il gruppo.

Tarda adolescenza(16-19 anni)

In questa età la pressione alla sessualità attiva è molto forte. Molti giovani pensano di non potere essere infettati dall' HIV o dalle altre Malattie Sessualmente Trasmissibili.
Gli adulti a questo punto devono assicurarsi che la realtà del rischio non venga sottovalutata, sia per
quel che riguarda il sesso non protetto che lo scambio di siringhe.

Tag: informazioni,riflettiamo
(06/07/2008 - 21:05)

Parlare a bambini e ragazzi di HIV/AIDS

di arrabbiata

. Devono cercare di non giudicare, nè proibire le loro scelte, ma nello stesso tempo fargli capire che gli avvertimenti sono esclusivamente fatti per il loro bene e che è sempre possibile il dialogo e la disponibilità alla discussione. Se il giovane non ha ancora avuto nessun dialogo con un medico o un esperto in materia è il momento di incoraggiarlo a questo colloquio.

Gli adulti devono ricordare che nell'età giovanile ci sono molti e diversi punti di vista sull'attività sessuale e che i giovani possono aver avuto certe esperienze anche prima di quanto gli adulti possano aspettarsi.
Per questo motivo sono importanti le informazioni sui profilattici, sul controllo delle nascite e sulle diverse forme di attività sessuale che comprendono baci, masturbazione e altre attività che non includono necessariamente la penetrazione.

Inoltre è importante che gli adolescenti siano informati sul fatto che droghe ed alcol possono influenzare il loro giudizio e abbassare la soglia di attenzione spingendoli a comportamenti rischiosi e devono anche sapere che l'uso comune di strumenti che forano o tagliano la pelle (siringhe per l'iniezione di droghe o steroidi, rasoi da barba o per la depilazione, ma anche strumenti per tatuaggi e piercings), è ad alto rischio di contagio per l'HIV e le epatiti.

 


Rispondere alle domande



Ci sono molte ragioni per le quali i bambini e i ragazzi possono fare domande sull'HIV e sull'AIDS. In ogni caso è necessario ascoltarli con attenzione e dare risposte semplici e dirette, assicurandosi che abbiano compreso bene ciò che è stato detto loro.
Le tipologie di domande che solitamente vengono poste si possono racchiudere in quattro gruppi:

Curiosità generale e ricerca di informazioni
Domande generalmente semplici che sono il risultato della naturale curiosità su un argomento di cui hanno sentito parlare: Cos'è l'HIV?- Come si prende?- Perchè le persone muoino di AIDS?

Riguardanti il loro benessere
Bambini e ragazzi possono essere spaventati da ciò che hanno sentito sull'HIV/AIDS dalla televisione o dalle altre persone: I bambini possono prendere l'AIDS?- In questo caso è giusto descrivere come si diffonde la malattia e come si può prevenire

Riguardanti la salute di genitori, familiari o amici
Il mondo dei bambini è molto piccolo, inizia dalla loro famiglia, poi si estende agli amici e si allarga fino a cugini, zii e nonni. Sono necessarie quindi rassicurazioni sulla salute delle persone che gli sono care ora e in futuro

Per vedere la reazione degli adulti

Tag: informazioni,riflettiamo
(06/07/2008 - 21:04)

Parlare a bambini e ragazzi di HIV/AIDS

di arrabbiata

Sebbene sia raro che i bambini facciano domande su argomenti che ritengono scomodi per gli adulti , crescendo molti ragazzi possono fare domande o chiedere opinioni solo per vedere che reazione suscitano.
Si tratta ad esempio di domande sui comportamenti del passato degli adulti che gli sono vicini, relativi alla loro passata gioventù, usando parole dalle quali loro potranno dedurre risposte o classificare le persone. L'importante è non reagire in modo negativo, con toni bruschi, ma rispondere in modo aperto e onesto dando loro le informazioni di cui hanno bisogno.

Informazioni di base sull' HIV/AIDS



Di seguito sono riportate le informazioni di base su trasmissione e prevenzione dell'HIV; non tutte sono appropriate ad ogni età, ma servono per fornire una buona conoscenza dell'argomento e facilitare l'inizio della conversazione.
HIV è il Human Immunodeficiency Virus (Virus dell?immunodeficienza umana) che causa l'AIDS , Acquired Immune Deficiency Syndorme ( sindrome da immunideficienza acquisita).
L'HIV è un virus che attacca il sistema immunitario .
Quando il virus è entrato nel corpo :
.- Ci si può sentire bene e non sembrare malati, ma si possono infettare gli altri
.- Col passare del tempo il sistema immunitario si indebolisce e compaiono varie malattie
.- Se non ci si cura il sistema immunitario si indebolirà sempre di più finchè non sarà più in grado di difendere il corpo da infezioni e varie malattie che possono uccidere.Questo massimo indebolimento del sistema immunitario si chiama AIDS.

Chiunque può essere infettato dall'HIV, non ci sono differenze di età, sesso, orientamenti sessuali, razza o etnia.
Non è chi sei che ti mette a rischio dell'HIV ma quello che fai

Non c'è una cura per l'HIV e l'AIDS .
Ci sono molti farmaci che possono rallentare il decorso della malattia e permettere alle persone che ne sono colpite di restare in salute per lungo tempo. Ma questi farmaci non riescono a sbarazzarsi dell'HIV e curare l'AIDS.
La prevenzione è la sola difesa.

Si può prendere l'HIV se il sangue, lo sperma o i fluidi vaginali di una persona infetta entrano nella circolazione sanguigna del nostro corpo attraverso punture, tagli o ferite della pelle.

Il virus può entrare se:

  • Hai rapporti anali o vaginali con qualcuno che ha l'HIV senza usare il profilattico
  • Hai rapporti sessuali orali con qualcuno che ha l'HIV senza usare il profilattico o una diga (dental dam che è un quadrato di lattice usato per coprire l'ano o la vagina)
  • Scambi giocattoli sessuali con chi ha l'HIV senza utilizzare un nuovo profilattico sopra di loro ad ogni uso.
  • Prendi parte ad altre attività che includono il contatto con sangue, sperma o fluidi vaginali infetti

Tag: informazioni,riflettiamo
(06/07/2008 - 21:03)

Parlare a bambini e ragazzi di HIV/AIDS

di arrabbiata


Puoi anche prendere l'HIV se:

  • Scambi aghi o altri oggetti usati per iniettare droghe come cocaina, eroina o steroidi
  • Scambi aghi o inchiostro per fare tatuaggi
  • Scambi aghi o gioielli per piercing
  • Scambi aghi per agopuntura


Tutti questi oggetti e strumenti devono essere monouso o comunque personali

Una donna con l'HIV può trasmettere il virus al figlio:

  • Durante la gravidanza
  • Durante il parto naturale
  • Attraverso l'allattamento al seno


Il sangue e i suoi derivati che vengono usati nelle trasfusioni presso ospedali e pronto soccorsi è controllato e sicuro sia per quel che riguarda l'HIV che per le epatiti B e C.

Non puoi prendere l'HIV :

  • Parlando, stringendo la mano, lavorando o mangiando con qualcuno che ha l'HIV,più in generale i rapporti sociali non sono a rischio di contagio
  • Abbracciando o baciando qualcuno che ha l'HIV
  • Attraverso tosse o starnuti
  • Donando il sangue o ricevendo trasfusioni presso le strutture ospedaliere
  • In piscina
  • Dai sedili della toilette o dall'acqua delle fontane
  • Da lenzuola, federe, tovaglioli, indumenti
  • Da forchette, cucchiai, tazze, bicchieri
  • Insetti o animali
  • Seguendo le regole del safer sex ( sesso più sicuro) utilizzando quindi correttamente il profilattico in tutti i tipi di rapporti sessuali

 

Prevenzione dell'infezione HIV

Come si pratica il *safer sex*?

  • Usando correttamente profilattici in lattice o poliuretano, sia maschili che femminili, ogni volta che si ha un rapporto sessuale anale o vaginale
  • Usando il profilattico o la diga correttamente ogni volta che si ha un rapporto orale
  • Utilizzando solo lubrificanti a base d'acqua con i profilattici di lattice, in quanto i lubrificanti a base di vasellina o olio possono facilitarne la rottura
  • Utilizzando il profilattico una sola volta dopo averne verificata la data di scadenza e l'integrità

Tag: informazioni,riflettiamo
(06/07/2008 - 21:02)

Parlare a bambini e ragazzi di HIV/AIDS

di arrabbiata

  • Scegliendo forme non penetrative di stimolazione sessuale come masturbazione o massaggi sensuali



Come si pratica la *safer injecting*?
Smettere di usare droghe può non essere sempre possibile, ma è invece possibile farlo in modo sicuro utilizzando una pratica detta safer injecting.

  • Usando sempre aghi e siringhe nuove
  • Mai scambiarle con altre persone



Come posso sapere se sono infetto?
Il solo modo per sapere se si è infetti dall'HIV è fare il test.
Se pensi di essere stato infettato dall'HIV ricorda che:

  • Se sei stato infettato dall'HIV il tuo corpo svilupperà gli anticorpi per combatterlo
  • Il test(semplice prelievo di sangue) che verifica se una persona ha l'HIV cerca questi anticorpi
  • Ci vogliono circa tre mesi perchè il corpo sviluppi abbastanza anticorpi da essere rivelati tramite il test.
  • Nella maggior parte delle persone l'infezione è asintomatica, mentre in alcuni casi si hanno dei sintomi come febbre alta, linfonodi gonfi, sindrome simil-influenzale.
  • Le linee guida italiane redatte dal Ministero della Sanità consigliano anche un test di controllo a sei mesi dall'evento a rischio


Comunque l'unico mezzo per sapere o meno se si è infetti è il TEST

Ci sono rischi di prendere l'HIV se si bevono alcolici o se si usano droghe che non vengono iniettate?
Si, anche se l'alcol o le cosiddette droghe ricreative non possono direttamente infettare una persone con l'HIV, il loro uso e abuso può favorire comportamenti rischiosi.
Sotto l'effetto di tali sostanze le decisioni che vengono prese sono diverse da quelle che si prenderebbero in condizioni normali.
L'alterazione delle percezioni e il calo delle inibizioni possono favorire i rapporti sessuali non protetti.

Come posso sapere se tatuaggi e piercing sono sicuri?
Il modo più sicuro per farsi un tatuaggio o un piercing è recarsi da un serio professionista.
Nei tatuaggi o nel piercing l'HIV può trasmettersi con l'uso di strumenti non sterilizzati correttamente.
I professionisti di piercing e dei tatuaggi:

  • Usano sempre aghi sterili
  • Indossano guanti di lattice
  • Hanno cartelli informativi sulla sicurezza dei loro ambulatori in mostra in sala d'attesa
  • Danno istruzioni su come prevenire l'infezione
  • Sterilizzano l'attrezzatura in autoclave a 121°C per 30 minuti

Tag: informazioni,riflettiamo
(06/07/2008 - 21:00)

Parlare a bambini e ragazzi di HIV/AIDS

di arrabbiata

Negoziare il sesso sicuro

Come posso iniziare un discorso per convincere il partner ad usare il condom?
Anche se può sembrare difficile parlare di condom o di altre pratiche di sesso sicuro si tratta di una cosa molto importante.
Bisogna parlarne sempre prima!
Si può provare così:

.-Non pensi che le persone di questi tempi abbiano bisogno di praticare sempre sesso più sicuro?
.-Se la nostra relazione evolverà ed avremo rapporti sessuali, dovranno seguire le regole del sesso più sicuro
.-Stiamo veramente bene insieme, ma prima di iniziare ad avere rapporti sessuali è meglio parlare di sesso più sicuro

Cosa devo dire se il mio partner non vuole usare il profilattico?
Puoi provare in questo modo:

Trovo che i preliminari nell'indossare il profilattico siano molto eccitanti
Usare il profilattico mi aiuta a rilassarmi perchè non devo preoccupermi delle conseguenze che ci possono essere facendo sesso senza usare protezioni
.-Ho sentito che l'uso del profilattico aiuta l'uomo ad avere un'erezione più duratura
.-Usare il profilattico è indice di rispetto reciproco e amore

Se il tuo partner non accetta queste condizioni, considera attentamente le altre opzioni di attività sessuali che non richiedono la penetrazione, come baci, massaggi o masturbazione

Domande comuni e semplici risposte

Quando l'HIV provoca l'AIDS ?
Il virus HIV attacca il sistema immunitario. Dal momento dell'infezione al virus servono vari anni per abbattere le difese del corpo e riuscire a danneggiare seriamente il sistema immunitario. Quando ciò accade il corpo non è più in grado di difendersi dalle malattie e dalle infezioni che evolvono rapidamente in forme croniche causando danni permanenti o sviluppando il cancro. In questo caso si dice che la persona è in AIDS conclamato.

Cos'è un rapporto sessuale o cosa significa fare sesso?
Il rapporto sessuale o il termine fare sesso indicano un tipo di contatto fisico tra gli organi genitali di due persone. Il sesso può essere parte di una relazione intima ed amorosa tra due persone adulte ed è tramite il rapporto sessuale che vengono concepiti i figli.

Cosa significa eterosessuale?
Una persona attratta dalle persone di sesso diverso da suo si dice eterosessuale. Alcune persone usano la parola normale o giusta per intendere una relazione sessuale di questo tipo.

Cosa significa gay o omosessuale?
Una persona attratta dalle persone del suo stesso sesso si dice omosessuale. Gay è solitamente il termine usato per definire i maschi che fanno sesso con altri maschi. Lesbica è il termine usato per definire una femmina che fa sesso con altre femmine. Viene usato anche il termine bisex o bisessuale per definire persone che indifferentemente hanno rapporti sessuali con persone del loro
sesso o di sesso diverso

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(06/07/2008 - 20:57)

Parlare a bambini e ragazzi di HIV/AIDS

di arrabbiata



L'HIV è una malattia solo degli omosessuali?
NO. Con l'HIV non ha importanza se una persona è omosessuale, eterosessuale o bisessuale. Sono solo i suoi comportamenti che possono metterla a rischio di contrarre l'HIV.

Come fanno i gay a prendere l'HIV?
Esattamente come le altre persone, facendo sesso non protetto o scambiando gli strumenti per iniettare droga con altre persone.

Cos'è il sesso anale o il rapporto sessuale anale?
Il sesso anale è la penetrazione dell'ano del partner (sia maschio che femmina) per mezzo del pene. E' considerato il rapporto sessuale a più alto rischio di contagio soprattutto se fatto senza usare adeguata protezione. (profilattici appositi per il sesso anale, che sono più resistenti rispetto a quelli utilizzati per i rapporti vaginali )

Cos'è il sesso orale?
Il sesso orale consiste nel leccare o succhiare l'organo sessuale del partner. Dal punto di vista dell'HIV è considerata la pratica sessuale meno rischiosa, ma non lo è per quel che riguarda le altre malattie a trasmissione sessuale. Anche per questo tipo di rapporto è consigliato l'uso del profilattico per avere completa sicurezza.

Cos'è la masturbazione?
La masturbazione consiste nel toccare il proprio corpo per darsi piacere sessuale. Non ci sono rischi di contrarre alcun tipo di malattia se si tocca il proprio corpo.

Cos'è il profilattico e come protegge dall'infezione da HIV?
Il profilattico è un cappuccio di lattice o poliuretano che copre interamente il pene durante il rapporto sessuale. Se usato correttamente e per tutta la durata del rapporto protegge dall'infezione HIV , da molte malattie a trasmissione sessuale ed anche dalle gravidanze indesiderate, in quanto blocca gli spermatozoi prima che possano raggiungere l'ovulo femminile e fecondarlo.

Cosa succede ad una persona infettata dal virus HIV?
Quando una persona viene infettata con l'HIV di solito si sente bene per molti mesi ed anche per anni. Gradualmente però il virus comincia a danneggiare il sistema immunitario e questo può provocare malessere, stanchezza, perdita di peso, ingrossamento dei linfonodi, ecc.
Questi malesseri però, senza l'esito positivo del test non significano nulla ed è necessario fare capire questo ai bambini ed ai ragazzi in modo da non spaventarli parlando di sintomi che sono comuni a svariate malattie e non tipici dell'HIV.
Vengono usate varie medicine per rallentare il decorso della malattia e per mantenere in salute le persone con l'HIV. Queste persone possono comunque ammalarsi di polmonite, cancro ecc.
Lo stadio avanzato della malattia di chiama AIDS. Spesso in questa fase della malattia le persone passano lunghi periodi di ricovero ospedaliero e presto o tardi non sono più in grado di lavorare. L'esito della malattia è comunque mortale.

Per quanto tempo può vivere una persona con l'HIV?

Ci sono persone che hanno contratto l'HIV da quando questo è stato scoperto, 25 anni fa e sono ancora vive, altre che lo hanno contratto dopo e sono morte. Con l'utilizzo delle terapie antiretrovirali comunque l'aspettativa di vita si è allungata a 20 anni dal momento dell'infezione, ma si tratta comunque di un dato impreciso perchè troppi sono i fattori che possono influenzare questa
durata.



Ci sarà mai una cura per l'HIV o per l'AIDS?

Gli scienziati di tutto il mondo stanno da tempo cercando un vaccino sia preventivo che curativo per questa malattia, ma ancora non è stato trovato. Ci sono ancora molte cose da scoprire riguardo a questo virus e la ricerca sta lavorando in questo senso. Le terapie in uso permettono alle persone con HIV di vivere più a lungo di quanto non potessero prima della scoperta di questi farmaci, ma non esiste ancora una cura definitiva che possa eradicare definitivamente il virus dal corpo.



Si può prendere l'HIV col cosiddetto bacio alla francese?

Non risultano casi di infezione con l'HIV a seguito del bacio profondo, nè casi di infezione tra familiari a seguito di baci ripetuti con persone con HIV. Sebbene il virus sia presente nella saliva, questo non è sufficiente per causare l'infezione.

 

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Michael Stich .. un ex tennista professionista famoso per aver vinto il singolo maschile a Wimbledon nel 1991. Dopo aver abbandonato lo sport si è¨ dedicato alla lotta contro l’Aids e nel 1994 ha aperto una fondazione. Il messaggio che riproduco di sotto, come per gli altri di seguito, è preso dalla recentissima campagna che proprio la fondazione di Michael Stich sta conducendo in Germania.
Lo slogan recita che “Gli occhi sono di nonno, il mento di papà e l’Aids di mamma” e ricorda che nel mondo ogni minuto un bambino muore di Aids.

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“Il latte della mamma uccide il bambino”; ogni giorno oltre 1700 neonati vengono contagiati dal virus dell’Hiv.

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“Tra la vita e la morte ci sono solo 3 mm. di lattice”.

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“Proprio uguale alla mamma, positiva all’Hiv”; in Germania ci sono 600 bambini positivi all’Hiv.

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“Perverso è solo chi non usa il profilattico”; nel 2010 saranno 150 milioni i malati di Aids nel mondo.

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“Non tifate per il virus”; ogni giorno 12mila persone vengono infettate.

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(21/05/2008 - 23:06)

RISPOSTE

di arrabbiata

Mi è stato chiesto spesso , soprattutto da donne , delle nozioni basilari sù rischi e comportamenti da adottare. Da qui pubblico una breve descrizione


COME NON SI TRASMETTE IL VIRUS DELL'AIDS 
Con la tosse, gli starnuti, i baci, gli abbracci, le lacrime, il sudore, le strette di mano. Donando il sangue ad altri. Al ristorante, al bar, in piscina, nei locali, in palestra, a scuola, all'asilo, nei luoghi di lavoro, in treno, in autobus. Il contagio non può venire dai servizi igienici, dalle punture di insetti, dai vestiti, dalle maniglie, dall'uso comune di piatti, bicchieri, posate, asciugamani e lenzuola.  
 
SUGGERIMENTI  
Le procedure estetiche e curative che possono determinare fuoriuscita di sangue o che vengono effettuate con aghi o oggetti taglienti, possono determinare un rischio di esposizione al virus.Tali situazioni possono verificarsi in presenza di comportamenti scorretti:  
  • dal dentista;  
  • dall'estetista;  
  • nei centri per l'agopuntura;  
  • nei centro dove si fanno tatuaggi e piercing;  
  • nei centri per la mesoterapia e per i trattamenti sclerosanti.  
  •  
    E' fondamentale chiedere sempre aghi e strumenti monouso sterilizzati; è bene inoltre controllare attentamente che non vengano riutilizzati. Il Ministero della Salute ha emanato direttive che indicano chiaramente i comportamenti e le norme igienico-sanitarie da seguire. Nel rispetto della salute sia della donna, sia degli altri vanno seguite le normali regole igieniche: non scambiare depilatori elettrici ad ago, spazzolini da denti, rasoi, forbici appuntite, limette ed aghi.  
     
    IN AMORE... NON RISCHIARE  
    I rapporti sessuali non protetti possono trasmettere non solo l'HIV!  Esistono oltre 30 malattie sessualmente trasmissibili (MTS). Il coito interrotto non protegge dall'HIV, così come l'uso della pillola anticoncezionale, del diaframma e della spirale. Ulcerazioni e lesioni dei genitali causate da altre patologie possono far aumentare il rischio di contagio. Le lavande vaginali, dopo un rapporto sessuale, non eliminano la possibilità di contagio, poiché la lavanda spinge all'interno lo sperma e il virus che potrebbe essere in esso contenuto.  
     
    COSA PROTEGGE DAL VIRUS  
    Nei rapporti sessuali il preservativo è l'unica reale barriera protettiva per difendersi dall'HIV. Il miglior metodo di protezione è l'uso del preservativo insieme ad uno spermicida. Non vanno usati, invece, lubrificanti oleosi (vaselina, burro) perché potrebbero alterare la struttura del preservativo e provocarne la rottura. E' necessario usare il preservativo durante i rapporti vaginali, anali ed orali e cambiarlo dopo ogni rapporto. Anche un solo rapporto non protetto potrebbe contagiare. L'uso del preservativo deve essere, quindi, una consuetudine; in special modo se non si conosce o si conosce poco il partner…ma anche se si crede di conoscerlo. 
     
    ISTRUZIONI PER L'USO CORRETTO DEL PRESERVATIVO  
  • Acquistare preservativi di buona qualità;  
  • leggere le istruzioni accluse;  
  • usarlo dall'inizio del rapporto sessuale;  
  • usarlo solo una volta; non va, infatti, mai riutilizzato;  
  • srotolarlo sul pene in erezione, facendo attenzione a non danneggiarlo con unghie o anelli;  
  • conservalo con cura: lontano da fonti di calore (cruscotto dell'auto ed altro) e senza ripiegarlo (nelle tasche, nel portafoglio) 
  •  
    LA PREVENZIONE E IL TEST  
    Evitare l'infezione da HIV è possibile, i comportamenti responsabili e le misure sono i migliori alleati. Oggi i nuovi casi d'infezione sono dovuti prevalentemente a rapporti eterosessuali a rischio.  
    Essere informate, conoscere e riconoscere i rischi, ci rende consapevoli. La consapevolezza è uno strumento di tutela!  
    L'uso del preservativo nei rapporti sessuali è oggi l'unico comportamento preventivo efficace e di tutela della propria salute , oltreché l'astensione nei rapporti sessuali.  
    Se, comunque, si è incorse in un rischio, anche minimo, l'unico modo per accertare la presenza dell'infezione da HIV è quello di sottoporsi ad un semplice prelievo di sangue per effettuare i test HIV. Nelle strutture pubbliche viene svolto in modo confidenziale e gratuito. Una persona è sieropositiva se nel suo sangue sono presenti gli anticorpi anti-HIV: può vivere anni senza sintomi ma è comunque portatrice del virus e può trasmettere l'infezione ad altri.  
     
    PERCHE' LE DONNE RISCHIANO DI PIU' 
     
    Per motivi di ordine biologico:  
  • la conformazione della vagina determina un contatto più prolungato con lo sperma;  
  • lo sperma contiene una concentrazione maggiore di virus rispetto alle secrezioni vaginali;  
  • nella mucosa vaginale e nell'ano spesso sono presenti microlesioni che possono facilitare l'ingresso del virus.  
  •  
    Per motivi di ordine culturale e sociale:  
  • spesso i partner ritengono il rapporto non protetto una forma di fedeltà e di fiducia;  
  • le differenze tra grandi metropoli e piccoli centri, le diverse tradizioni culturali, pesano molto sui comportamenti femminili;  
  • come donne non è sempre facile chiedere nei rapporti sessuali l'uso del profilattico;  
  • può essere difficile anche acquistarli o tenerli con sé, perché ci crea imbarazzo.  
  •  
    E' sempre più evidente che le donne, in considerazione proprio delle caratteristiche tipiche del loro sesso, siano più esposte e rischino di più rispetto agli uomini di essere contagiate dal virus dell'HIV. 
    I dati epidemiologici dimostrano che in Italia, negli ultimi quindici anni, la proporzione di donne malate di AIDS è andata progressivamente aumentando; si è passati, nel 1985, dal 16% di donne colpite nel totale dei pazienti con AIDS, al 25% nel 1999. 
     
    Inoltre la trasmissione sessuale dell'infezione sta aumentando più rapidamente tra le donne rispetto agli uomini. Recentemente, uno studio comportamentale (Behepi-ICONA) realizzato in Italia su un campione di 2500 persone sieropositive e coordinato dall'Istituto Nazionale per le Malattie Infettive IRCCS Spallanzani di Roma ha fornito alcune importanti caratteristiche delle donne sieropositive italiane.  
     
    Circa il 60% delle donne di questo campione ha acquisito l'infezione tramite rapporti sessuali non protetti con uomini sieropositivi e più del 70% di loro ha avuto nella vita meno di 5 partner sessuali. Di queste l'80% ha dichiarato di aver acquisito l'infezione da HIV dal partner stabile (solo il 30% era a conoscenza della sieropositività del partner al momento del contagio).  
    Questi dati fanno riflettere sulla pianificazione di futuri interventi di prevenzione rivolti a questo gruppo bersaglio di cui non è più possibile ignorare la particolare vulnerabilità rispetto a questa infezione. 
    Fonte: Ministero della Salute 

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    (19/04/2008 - 10:42)

    Sammy

    di arrabbiata


    Salve a tutti, questa che vi racconto è la storia di Sammy, la storia di un ragazzo semplicissimo di 29 anni, gay, serenamente felice di esserlo con un lavoro normalissimo e tanti sogni nel cuore. E' una storia come tante altre, nulla di più, la mia storia...
    Sin dall'adolescenza sapevo che esser gay non mi avrebbe comportato una vita facile. Decisi di vivere serenamente e alla luce del sole conquistando tanti piccoli traguardi, che mi ancora oggi mi fan dire "bravo Sammy hai fatto bene . Fin qui, tralasciando naturalmente altri aspetti, potrei dire di aver avuto una vita normale, con le sue amarezze e le sue dolcezze. Forse sarebbe così ancora oggi se circa tre anni fa non avessi contratto l'AIDS... o per meglio dire il virus HIV...
    L'HIV non è una realtà facile, si sa, inutile dirvi quanto soffra ancora per esser stato così disattento e irresponsabile. Quest'incontro mi ha cambiato la vita, inutile dirlo. Non sono qui per raccontarvi la solita storia d'un ragazzo contagiato, che vuole fare demagogia, o magari pretende di regalare qualche perla d'esperienza; sono qui solo per raccontarvi la mia testimonianza, di come ho vissuto e vivo, e di ciò che sento. Non ricordo e non so quali siano state le circostanze precise; alla fine resta solo un referto. Inizialmente, rimasi vittima della depressione, del cosiddetto colpo, poi...
    Dovetti subito iniziare la terapia perché il mio stato immunologico era malridotto.
    Cercai subito di reagire, con ogni mezzo possibile e con tutte le risorse a cui potevo aggrapparmi. Mi informai bene sulla malattia e scoprii così d'avere anch'io tanti pregiudizi e lacune spaventose. Le affrontai, iniziai quasi ossessivamente a studiare l'aids anche dal punto di vista medico non solo sociale, volevo sapere tutto...
    Nonostante tutto cerco di vivere, con forza, dignità e pazienza. Spesso mi sento divorare dal dolore perché non posso quasi più permettermi l'amore, perché devo quasi giornalmente scontrarmi con i pregiudizi della gente sui sieropositivi, perché sto male nel curarmi... Devo aver costante cura di me, il che fondamentalmente non è poi un male...
    Quando sai d'esser sieropositivo la prospettiva della vita cambia, così la percezione della vita stessa cambia; come tutti quelli che purtroppo hanno avuto la sfortuna di essersi contagiati.
    La persona che probabilmente m'aveva contagiato forse sapeva d'esserlo. Non ero certo che fosse stato lui, anche se fossi stato certo, comunque, facevo sesso non protetto e, comunque, pensavo inconsciamente che certe malattie non potessero mai riguardarmi da vicino...
    Non volli scaricare colpe su nessuno, ma solo assumermi la mia di responsabilità; anche se il più delle volte è facile sentirsi vittima di qualcun altro, mi resi conto d'esser vittima di me stesso. Fu dura accettare, ma ce la feci, almeno nel non cadere nell’autocommiserazione... La mia forza l'ho costruita da solo, e ne sono fiero.
    Faccio terapia prendendo 9 pillole al giorno (per ora). A volte le prendo normalmente, altre volte non riesco a seguire decentemente la terapia, e non posso permettermelo. Cerco di avere una gran forza: perché la cosa subdola di questa malattia è che non ha sintomi repentini o gravi, almeno nei i primi anni, quindi mi trovo a dover prendere delle pillole che hanno anche effetti collaterali, con i quali mi tocca conviverci; allora mi chiedo... perché le prendo se mi sento bene? Poi mi viene detto... "per non farti uccidere più in là dal virus che vive nelle tue cellule immunitarie e nel tuo sangue.... "Allora ti fai forza... e vai avanti... Non sto più bene come prima. Ho scelto di curarmi. Spero di farlo sempre con costanza e maggiore forza: voglio vivere...
    L’attività fisica, mangiare sano, dormire regolarmente, avere l'umore positivo e cercare di ridere il più possibile rafforzano... Non si è immuni alle vicissitudini della vita, quindi si soffre, come tutti per la qualsiasi cosa, e questo sai che per te è ancora più stressante ora, e quindi non è facile. Tutto ciò che succede si riflette anche sulla mia voglia di andare avanti, di fare le terapie regolarmente, perché col tempo stancano, e possono portare problemi di salute (ecco perché si è sempre monitorizzati)...
    Poi gli amici. Quelli che se ne andarono ci furono, ma quelli che restarono furono meravigliosi, così come quelli che arrivarono dopo...
    I supporti psicologici mi sono mancati, perché nella realtà dove vivo, molti ospedali, non hanno un servizio di sostegno per chi scopre di essere sieropositivo. Parlo di una provincia siciliana, quella in cui vivo. Purtroppo credo che questo sia un discorso allargato a molte altre regioni del sud... Magari capita anche al nord, non so. Lo psicologo devi cercartelo da solo. Mi è stato detto che dura portar avanti terapie di sostegno, perché possono esser anche lunghe, quindi costose.... Sogno una realtà ospedaliera. Almeno per quanto riguarda questo argomento. Credo che un reparto di malattie infettive come si deve sia il minimo.... Da poco vado anch'io dallo psicologo. Ogni tanto... Perché ho un continuo alti e bassi; spesso mi serve laddove io non ce la faccio, laddove chi mi ama non ce la fa, laddove anche chi mi ha in cura non ce la fa...
    Poi la mia dolce famiglia. Anche lei mi stette vicino; ancora oggi in cuor mio non riesco a perdonarmi il fatto di averli così feriti. Non per la malattia, che non considerano come problema sociale, ma per esser diventato una persona affetta da un virus che fino a qualche decennio fa uccideva senza pietà....
    Poi la mia fede... tra alti e bassi continua a resistere: a tutto c'è un perché nella vita.
    Cosa devo imparare da ciò che mi è successo? Non è facile capire, ma cosa, cosa c'è da imparare in questo? Sicuramente ad amare la vita. A proteggersi e proteggere il prossimo quando capita di avere rapporti sessuali... a sensibilizzarsi verso qualcosa che non conosci a fin ché non ti capiti; anche se avrei preferito imparare lo stesso senza contagiarmi con l'hiv.
    Mi manca l'amore... ora è più difficile, e ho un po' per la paura. Amare ed essere amato...
    In molti hanno paura di amarmi, di avere rapporti con me;in parte li capisco, forse è la paura di soffrire...
    Ho incontrato persone che non avevano paura di stare con me, nonostante non ne fossi innamorato. Ho incontrato anche persone che si sono disinfettate con una salviettina imbevuta di alcol dopo un solo e semplice bacio... Non voglio arrendermi però. So che molti ragazzi sieropositivi hanno rapporti bellissimi con partners stupendi. Per me è solo un sogno, ma sono certo che capiterà anche a me. Non voglio credere che non sarà cosi. Nessuno di noi è fatto per strare solo, almeno così credo.... so che da qualche parte c'è un ragazzo che mi aspetta, spero solo di incontrarlo in questa vita :o) Mi manca tanto, ora ancor più...
    Concludo la storia ragazzi. Scusate se mi sono dilungato, non volevo apparirvi un povero sfigato, ma SOLO un ragazzo che nel bene e nel male convive con "qualcosa" che preferirebbe non avere.
    Un ragazzo che ha tratto tanta forza e insegnamento da ciò, uno che ha tanti momenti di sconforto e di silenzio. Non credo negli eroi, ma nelle persone comuni. Nonostante l'aids non sia più come prima, fate sempre prevaricare il buon senso! L'informazione, la cura di se stessi e del partner, occasionale o fisso che sia. Non dobbiamo permettere all'hiv di proliferare; anche se i casi di aids conclamato diminuiscono, i casi d'infezione aumentano spaventosamente!
    Io scelgo sempre di dirlo, molti so che non lo fanno. Spero che queste persone prendano precauzioni sempre e comunque: è una scelta personale che deve essere sempre dettata dall'amore per la vita.
    Vi dico anche che andare regolarmente in ospedale per i prelievi. Non e una cosa piacevolissima, lo so...
    Ragazzi, anche se malati ce la si può fare. non mi stancherò mai di ripeterlo.
    EVITIAMO la disinformazione. Conosciamo e preveniamo. Viviamo ma con la testa, responsabilità e cuore... non crediate mai che una cosa che riguarda altri non possa un giorno interessare anche voi. Ho fatto uno sbaglio, e forse ne pago la conseguenza.
    ABBIATE CORAGGIO, se siete sieronegativi fate il test sempre e regolarmente. Evitate di incontrare questo stronzetto d un virus, è meglio non averlo tra i piedi MAI.
    USIAMO IL PROFILATTICO. E'da scemi rovinarsi la vita per un attimo di piacere, lo si può avere anche con il nostro amico condom, credetemi!
    Vi lascio augurandovi una buona vita e scusandomi se vi ho stancati. Se vi ho lasciato qualcosa, anche minima, con questa testimonianza, sappiate che nel mio piccolo mi renderete la persona più felice di questo mondo! Piccole gocce possono fare un oceano diceva qualcuno. Se vorrete farmelo sapere ne sarò doppiamente felice! SE CI UNIAMO QUESTA MALATTIA PUO' SCOMPARIRE, NE SON CERTO! UN PENSIERO ANCHE A CHI NON C'E' PIU' A CAUSA DELL'AIDS, E CHE DA LASSU' CI DONA FORZA E CORAGGIO. PERMETTETEMI D'ABBRACCIARVI TUTTI.

    Sammy

    (21/02/2008 - 13:25)

    INDIRIZZI UTILI

    di arrabbiata


    Help Aids
    http://www.helpaids.it/wContents/helpaids/Root.aspx
    Descrizione: HelpAids diventa regionale: online il nuovo sito Informazioni e consulenze on line. E’ quanto mette a disposizione il sito HelpAids, nato nel 2000 su mandato della rete dei servizi della provincia di Modena per la lotta all'AIDS e ideato da Giovanni Guaraldi, medico infettivologo dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena e ricercatore presso la locale Università. HelpAids in questi anni è diventato un punto di riferimento per chi vuole avere informazioni sulla prevenzione e sulla terapia ed, in particolare, per tante persone che hanno posto le proprie domande (mediamente oltre 900 l’anno) all’equipe di esperti di cui fanno parte infettivologi, psicologi, ginecologi, ostetriche e consulenti in sessuologia. Il servizio di counselling on line rappresenta senza dubbio l’elemento più qualificante di HelpAids e realizza un vera e propria relazione d’aiuto con gli utenti.




    Sieropositivo.it
    http://www.sieropositivo.it/
    Descrizione: Portale "al servizio della persona sieropositiva" provvisto di area medica, legale ecc con forum dove inserire messaggi e fare domande agli esperti.



    NPS Onlus
    http://www.npsitalia.net/
    Descrizione: Sito del Network Italiano Persone Sieropositive che nasce ufficialmente il 19 aprile 2004.Forum(anche con infettivologo, psicologo o legale) e chat



    Staying Alive
    http://www.staying-alive.org/it/home
    Descrizione: SITO RINNOVATO!!! È molto diverso dal vecchio sito... Per iniziare, il design è completamente cambiato (hanno collaborato con noi dei bravissimi illustratori) e in ogni sezione troverai illustrazioni assolutamente diverse. Hanno contribuito, tra gli altri, Pinky, Sally Agar, Nazario e Mister Ben. Per quanto riguarda i contenuti, visita la nuovissima sezione informativa: troverai tutto ciò che devi sapere su sesso, HIV e droghe.



    Nadir Onlus
    http://www.nadironlus.org/
    Descrizione: Sito ufficiale dell'associazione e fondazione Nadir Onlus Sul loro sito sono liberamente scaricabili documenti in formato PDF su Hiv-Aids.No forum



    It salute.aids
    http://www.newsland.it/nr/browse/it.salute.aids/index.html
    Descrizione: L'unico news group italiano sull'argomento. Si può naturalmente ricevere anche sul proprio programma di posta elettronica . E' attivo da anni.



    Storia di un ragazzo sieropositivo
    http://utenti.lycos.it/ragazzopositivo/
    Descrizione: Home personale di un ragazzo hiv positivo il quale ha messo in rete la sua esperienza.



    Anlaids
    http://www.anlaids.it/page/standard/site.php
    Descrizione: ANLAIDS Associazione Nazionale per la Lotta contro l’AIDS . Nuovo sito con forum in costruzione



    Asa
    http://www.asamilano.org/home/home.php
    Descrizione: Associazione Solidarietà aids.Rivista ESSE+ scaricabile on line.No forum.Aggiornato 2007



    Aids.it
    http://www.aids.it/
    Descrizione: Sito della fondazione Aids Aiuto: molte aree riservate e ultimo aggiornamento al 2005




    Controladroga
    http://www.controladroga.it/index.php
    Descrizione: Gruppo di autoaiuto telematico. Forum attivo



    Rete CEDRO
    http://www.retecedro.net/index.php
    Descrizione: RETE DEI CENTRI DI DOCUMENTAZIONE SULLE DIPENDENZE La rete ha gli OBIETTIVI di: - Favorire lo sviluppo della documentazione nelle aree delle dipendenze, - Favorire l’accesso all’informazione e alla documentazione da parte degli operatori delle dipendenze, integrandosi con le attività di formazione e aggiornamento permanente, - Creare un sistema stabile di rete e collegamento tra i centri di documentazione toscani, migliorando la qualità dei servizi. Le AREE TEMATICHE di cui si occupa il progetto CEDRO: - AIDS - ALCOLISMO - GIOCO D'AZZARDO - DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE - DOPING E FARMACODIPENDENZE - DOPPIA DIAGNOSI - IMMIGRAZIONE - NUOVE DROGHE - PROSTITUZIONE - PREVENZIONE DELLE DIPENDENZE - TOSSICODIPENDENZA E TRATTAMENTO IN COMUNITA'




    FUORILUOGO
    http://www.fuoriluogo.it/home/percorsi/carcere/
    Descrizione: Sezione del sito web dedicata al carcere. Riporta il dibattito sul carcere e sulle pene, documenti di approfondimento, collegamenti nazionali e internazionali.




    Comportamenti a rischio e dipendenze giovanili
    http://www.lezionionline.info/pagine/home.php
    Descrizione: Lezioni on line sul disagio giovanile ed i comportamenti a rischio. I corsi on line partiranno il 23 ottobre fino a terminare il 4 dicembre. Partiamo con questa nuova esperienza che coinvolge ragazzi e insegnanti. E' un percorso che facciamo insieme, perché non abbiamo risposte certe. L'unica cosa certa è che i comportamenti a rischio e le dipendenze nei giovani sono il risultato di un'insoddisfazione, l'espressione del loro disagio.






    Gruppo Abele
    http://www.gruppoabele.org/Index.aspx?idsottosito=8
    Descrizione: ...Il Gruppo Abele ha interpretato (dal 1965 ad oggi) l’essere cittadini a partire dalla strada. Una strada che in questi anni ci ha parlato non solo di droghe, ma dei tanti volti, nessuno escluso, di chi fa più fatica: aids, alcolismo, immigrazione, carcere, prostituzione, senza fissa dimora, giovani disadattati, malattia mentale, solitudini diverse... Rispondere a queste realtà con servizi di accoglienza (comunità residenziali, centri diurni, dormitori, servizi a bassa soglia e lavoro di strada) e domandarci il perché di queste ingiustizie con investimenti culturali diversi (riviste, casa editrice, proposte di formazione, prevenzione e di supporto educativo) è – da sempre – il metodo e la proposta del nostro “fare”: per promuovere quella pratica della cittadinanza attiva che trasforma la solidarietà in corresponsabilità degli uni per gli altri. Denuncia e proposta, dunque, per un presente più giusto e un futuro migliore.


    Tag: informazioni
    (21/09/2007 - 08:23)

    NUOVE SCOPERTE

    di arrabbiata

    Nuove scoperte sul virus dell'HIV
    Scoperta una molecola che blocca l'ingresso del virus nelle cellule e un meccanismo che lo rende più aggressivo

    Commenta
    Aids - hvi
    Che cosa è l'aids?
    Hiv mai isolato?
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    World Community Grid per aiutare la ricerca scientifica
    Aiuta la ricerca scientifica!
    Cancro, AIDS, SARS, malaria:
    Il modo diretto e facile per lo sviluppo di nuove cure.
    Ciclo virus HIVDue nuove scoperte che riguardano la lotta all'Aids arrivano dalla Germania e dall'Italia.
    Frank Kirchhoff ricercatore dell'Università di Ulm in Germania ha isolato, dal sangue umano, una molecola efficace contro i ceppi del virus Hiv più forti, che resistono ai farmaci usati oggi per la cura dell'infezione. Si chiama "Virus-Inhibitory Peptide" (VIRIP) ed è un peptide in grado di bloccare l'ingresso dell'Hiv nelle cellule umane. Per questo motivo, lo stesso Kirchhoff sostiene che la scoperta potrebbe condurre allo sviluppo di nuovi farmaci attivi anche contro i ceppi del virus farmaco-resistenti.
    Mauro Moroni, direttore dell'Istituto di malattie infettive dell'Ospedale Sacco di Milano, conferma l'importanza della scoperta: "Si tratta di un grande progresso perchè VIRIP è la prima molecola naturale scoperta in grado di impedire l'infezione impedendo l'ingresso del virus nelle cellule immunitarie". E' necessario però avere cautela perchè è necessario capire se e quali sviluppi avrà questa scoperta.
    VIRIP funziona bloccando il virus dell'Aids agendo sulla glicoproteina virale gp41 (proteina di fusione) che è indispensabile al virus Hiv per entrare nelle cellule immunitarie e infettarle ricavandosi un ingresso nella loro membrana. VIRIP blocca l'azione "penetrante" di gp41 e impedisce così al virus di entrare.
    Attualmente il virus Hiv viene tenuto sotto controllo con un cocktail di farmaci antiretrovirali, il problema principale di questa terapia è la possibile insorgenza di fenomeni di resistenza a questi farmaci.

    Poichè i pazienti sieropositivi sono principalmente persone giovani e quindi con un'aspettativa di vita elevata - spiega Moroni - è facile che nel tempo il virus che li ha contagiati acquisti delle resistenze ai farmaci. Per questo è necessario trovare nuove molecole per creare nuove terapie contro il virus Hiv.
    Prosegue l'esperto: "alcune persone sieropositive controllano bene l'infezione anche per 10-15 anni senza terapie con farmaci antiretrovirali: si tratta dei cosidetti "long term not progressors". Nell'organismo di queste persone sono potenzialmente presenti armi naturali contro il virus. Ed è proprio cercando queste armi che i ricercatori tedeschi hanno individuato VIRIP che ha mostrato possedere proprietà di bloccare il virus, anche per i ceppi resistenti. VIRIP è piuttosto abbondante nel sangue e, con una piccolissima modifica, le sue proprietà si amplificano di due ordini di grandezza.
    Nonostante il meccanismo d'azione di VIRIP non sia del tutto nuova (alcuni farmaci antiretrovirali - detti inibitori di fusione - agiscono proprio sullo stesso bersaglio, gp41), la scoperta importante è che si tratta di una molecola naturale.
    Questa scoperta, pubblicata su Cell, potrebbe condurre a nuova generazione di farmaci anti-Hiv.
    Su un altro fronte, un team di ricercatori del Dipartimento di Istologia, Microbiologia e Biotecnologie mediche di Padova, in collaborazione con esperti della Harvard Medical School di Boston e l'Imperial College di Londra, ha scoperto un meccanismo che rende l'Hiv più infettivo.
    Secondo lo studio la proteina cellulare Dinamina 2 (Dyn2), presente in tutte le cellule dell'organismo, interagendo con la proteina virale Nef dell'Hiv, ne aumenta l'infettività. Gli autori dello studio spiegano che Nef è una proteina accessoria che ha un ruolo di rilievo in alcune fasi del ciclo di replicazione del virus e nello sviluppo della patologia associata all'Aids. Infatti mutanti virali privi di Nef sono associati a pazienti infetti con una ridotta patogenicità (pazienti che, nel lungo periodo, non preogrediscono nell'Aids conclamato).
    Per ora però non sono conosciuti i meccanismi con cui questa proteina influenza la capacità del virus di infettare le cellule.
    Il team italiano (formato da Giorgio Palù, Arianna Calistri, Massimo Pizzato e Alessia Zamborlini) insieme a quelli americani e inglesi, con la loro scoperta aprono nuove prospettive per la messa a punto di nuove terapie, e in particolare per la formulazione di un vaccino. Vaccinazione che, ogni giorno, diventa sempre più importante visti i dati allarmanti diffusi dall'OMS: 38.6 milioni di persone infettati dal virus, di cui circa 4 milioni di nuovi infetti.
    Quest'ultimo studio è stato pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America (PNAS).
    Redazione MolecularLab.it (23/04/2007)
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    Tag: informazioni
    (02/07/2007 - 20:29)

    BAMBINI-CAVIE

    di arrabbiata

    Clamorosa denuncia lanciata dal New York Post

    New York, bambini usati come cavie per test contro l'aids

    50 bambini, compresi piccoli di soli tre mesi, ospitati in un centro di accoglienza sarebbero stati impiegati come cavie in 13 esperimenti che prevedevano la somministrazione di alte dosi di medicine contro l'Aids. Secondo il biochimico David Rasnick, della Berkeley University, gli effetti collaterali includono danni al fegato, tumori, gravi forme di anemia e deterioramento dei tessuti muscolari

    New York, bambini usati come cavie per test contro l'aids

    Il dipartimento della Salute dello Stato di New York ha varato un'inchiesta per verificare se alcuni bambini malati di Aids ospitati presso un centro di accoglienza della citta' siano stati sottoposti a ricerche mediche con l'utilizzo di medicinali potenzialmente dannosi per la salute. La clamorosa notizia e' riportata dal New York Post secondo cui 50 bambini sarebbero stati usati come cavie in 13 esperimenti che prevedevano la somministrazione di alte dosi di medicine contro l'Aids all'Incarnation Children's Center di Manhattan (Icc).

     

    La maggioranza degli esperimenti dell'Icc avrebbero beneficiato di fondi federali e in alcuni casi di finanziamenti da parte di alcune compagnie farmaceutiche. Sempre secondo quanto riporta il quotidiano, uno degli esperimenti mirava a studiare "come il corpo di un bambino cambia quando viene modificata la medicina che riceve". Altri esperimenti invece prevedevano la somministrazione dei cosidetti cocktail di medicine anche a bambini di soli tre mesi e altri ancora misuravano la tolleranza e la tossicita' delle medicina contro l'Aids. "Stanno torturando questi bambini - ha detto Michael Ellner, presidente dell'Health Education AIDS Liaison, un gruppo che offre supporto ai genitori di bambini malati di Aids - qui si tratta di vero e proprio omicidio".

     

    Secondo il biochimico David Rasnick, della californiana Berkeley University, gli effetti collaterali di medicine del tipo di quelle somministrate ai bambini includono danni al fegato, tumori, gravi forme di anemia e deterioramento dei tessuti muscolari. Jacqueline Hoerger un'infermiera che ha lavorato all'ICC dal 1989 al 1993, ha confermato che gli esperimenti erano gia' in corso allora.

     

    "Ci era stato detto che qualsiasi sintomo vedessimo, era da mettere in relazione al virus dell'Aids - ha detto - cosi' il vomito, la diarrea, il deterioramento dei muscoli e gli effetti neurologici collaterali...stavano morendo, c'erano delle morti". I responsabili dell'ICC, che e' stato fondato nel 1989 per dare ospitalita' ai bambini infetti abbandonati nei vari ospedali della citta', hanno rifiutato di rilasciare commenti al New York Post.


    Tag: informazioni
    (30/06/2007 - 19:05)

    VIVERE CON L' H.I.V.

    di arrabbiata

    Il pregiudizio legato alla natura dell’ HIV ha voluto dire, per tante persone, essere costrette a nascondersi e a subire discriminazioni.
    Nel 1990 la Legge 135 ha affermato che:
    lo stato di sieropositività non può essere di per sé motivo di licenziamento
    il test per l’HIV non può essere richiesto per le assunzioni, né svolto all’insaputa dell’interessato.
    Una legge che, sostanzialmente, ribadisce il diritto di ogni cittadino a non essere discriminato per motivi di salute e il diritto al lavoro, alla scuola, alla gratuità delle cure.

     


    L’obbligo di prestazioni terapeutiche è previsto per tutte le strutture pubbliche ed il rifiuto o comunque la messa in atto di trattamenti discriminatori possono essere perseguiti per legge.
    Anche ai cittadini stranieri non in regola con i permessi di ingresso e di soggiorno sono assicurate, nei presidi pubblici accreditati, le prestazioni ambulatoriali e ospedaliere; l’accesso a tali strutture non comporta alcun tipo di segnalazione all’autorità.


    La legge italiana tutela inoltre il diritto alla riservatezza dei dati personali, cioè il diritto di ogni persona a non vedere diffuse informazioni che la riguardano. In particolare, medici e operatori sanitari, notai, avvocati, consulenti tecnici e operatori dei Sert sono tenuti ad osservare il segreto professionale.

    Sia lo statuto dei lavoratori che la Legge 135/90 vietano tassativamente al datore di lavoro di compiere direttamente controlli atti ad accertare lo stato di salute del dipendente o della persona presa in considerazione per l’assunzione.
    Al pari di qualsiasi lavoratore malato, la persona con AIDS o affetta da altre patologie correlate non può essere licenziata durante la malattia, se non dopo che sia decorso il termine massimo previsto (periodo di comporto), stabilito nel contratto collettivo dei diversi settori.

    Nel caso le condizioni di salute non siano buone si può fare richiesta di riconoscimento di invalidità civile o pensionabile INPS. La domanda e la relativa documentazione vanno inoltrati all'Azienda USL di residenza o all’INPS. Per maggiori informazioni sulle procedure, sui possibili vantaggi e svantaggi nell’intraprendere questa strada, è consigliabile rivolgersi ai sevizi sociali, ai patronati sindacali o alle associazioni di volontariato.

    Tag: informazioni
    (23/06/2007 - 17:19)

    GRAFFITI H.I.V.

    di arrabbiata



    hiv_regina01x.jpg HIV hiv_regina02x.jpg HIV hiv_regina03x.jpg HIV prick_regina_canada2x.jpg "Star" by Trick

    HIV in Moscow:

    hiv_saskatchewan012x.jpg

    HIV in Saskatchewan:

    hiv_saskatchewan011x.jpg hiv_saskatchewan01x.jpg hiv_saskatchewan02x.jpg hiv_saskatchewan04x.jpg hiv_saskatchewan09x.jpg saskatch04_mikha11x.jpg saskatch04_mikha12x.jpg

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    City Walls

    Tag: riflettiamo
    (20/05/2007 - 16:03)

    INDIFFERENZA

    di arrabbiata







    Elie Wiesel, premio Nobel per la pace-1986:

    “Sono molte le atrocità

    nel mondo e moltissimi

    i pericoli:

    Ma di una cosa

    sono certo:

    il male peggiore è l’indifferenza.

    Il contrario dell’amore

    non è l’odio, ma l’indifferenza;

    il contrario della vita

    non è la morte, ma l’indifferenza;

    il contrario dell’intelligenza

    non è la stupidità, ma l’indifferenza.

    E’ contro di essa che bisogna

    combattere con tutte

    le proprie forze.

    E per farlo un’arma

    esiste: l’educazione.

    Bisogna praticarla. diffonderla,

    condividerla, esercitarla

    sempre e dovunque.

    Non arrendersi mai”.

    Tag: riflettiamo
    (13/05/2007 - 15:23)

    CITAZIONI

    di arrabbiata

    CITAZIONI
    ______________

    Dr. Kary Mullis, Biochimico, 1993 Premio Nobel per la chimica:

    "Se ci fosse la prova che l'HIV provoca l'AIDS, dovrebbero esserci documenti scientifici che, singolarmente o collettivamente, lo provino, per lo meno con un'alta probabilità. Non esiste alcun documento del genere!" (Sunday Times (London) 28 nov. 1993)

     

    Dr. Heinz Ludwig Sänger, Professore Emerito di Biologia Molecolare e Virologia, Max-Planck-Institutes for Biochemy, München. Premio Robert Koch nel 1978:

    "Fino ad oggi non c'è alcuna evidenza scientifica convincente dell'esistenza dell'HIV. E neppure è mai stato isolato e purificato un tale retrovirus con i metodi della virologia classica" (Lettera al Süddeutsche Zeitung 2000)

     

    Dr. Serge Lang, Professore di Matematica, Yale University:

    "Considero errata la relazione causale tra HIV e qualsiasi malattia. Ho visto evidenze considerevoli del fatto che statistiche assolutamente errate sull'AIDS e l'HIV sono state proposte come scienza, e che membri di spicco dell'establishment scientifico hanno con noncuranza, se non con irresponsabilità, aderito ai media nello spargere disinformazione riguardo la natura dell'AIDS." (Yale Scientific, Fall 1994)

     

    Dr. Harry Rubin, Professore di Biologia Molecolare e Cellulare, University of California at Berkeley:

    "Non esiste alcuna prova che l'AIDS sia causato dal retrovirus HIV, nè che questo sia la causa di qualsivoglia sindrome" (Sunday Times (London) 3 April 1994)

     

    Dr. Richard Strohman, Professore Emerito di Biologia Cellulare alla University of California, Berkeley:

    "Una volta gli scienziati dovevano provare scientificamente che le loro teorie fossero giuste o sbagliate. Ora non c'è nulla di tutto ciò nelle teorie standard HIV-AIDS, con tutti i loro miliardi di dollari." (Penthouse Aprile 1994)

     

    Dr. Harvey Bialy, Biologo Molecolare, precedente editore di Bio/Technology and Nature Biotechnology:

    "L'HIV è un retrovirus qualsiasi. Non c'è niente di particolare in questo virus. Tutto ciò che è stato scoperto riguardo all'HIV ha un'analogia con altri retrovirus che non causano l'AIDS. L'HIV contiene solo un piccolissimo pezzo di informazione genetica. Non c'è modo per cui possa causare tutte queste cose elaborate che dicono che esso faccia" (Spin giugno 1992)

     

    Dr. Roger Cunningham, Immunologo, Microbiologo e Direttore del Centro di Immunologia all'Università di Stato, University of New York, Buffalo:

    "Purtroppo si è formata una lobby dell'AIDS che cerca da un lato di scoraggiare tutte le sfide a questo dogma, e che insiste a seguire idee totalmente prive di credito dall'altro." (Sunday Times (London) 3 April 1994)

     

    Dr. Gordon Stewart, Professore Emerituo di Salute Pubblica, University of Glasgow:

    "L'AIDS è una malattia comportamentale. E' multifattoriale, causata da molti attacchi contemporanei al sistema immunitario, quali le droghe, l'abuso di medicinali, le classiche malattie sessuali, ed infezioni virali multiple." (Spin June 1992)

     

    Dr. Alfred Hässig, (1921-1999), precedente Professore di Immunologia all'Università di Berna, e precedente direttore della Banca del Sangue della croce rossa svizzera:

    "La sentenza di morte che accompagna la diagnosi di AIDS conclamato deve essere abolita." (Sunday Times (London) 3 April 1994)

     

    Dr. Charles Thomas, precedente Professore di Biochimica, Harvard and John Hopkins Universities:

    "Il dogma dell'HIV-causa dell'AIDS rappresenta la più grande e forse la più moralmente distruttiva delle frodi perpetrate nei confronti dei giovani del mondo occidentale." (Sunday Times (London) 3 April 1994)

     

    Dr. Joseph Sonnabend, New York Physician, fondatore dell'American Foundation per la ricerca sull'AIDS (AmFAR):

    "Il marketing dell'HIV, attraverso la stampa e le affermazioni giornalistiche, come killer che causa AIDS senza bisogno di nessun altro fattore, ha distorto a tal punto la ricerca e le cure da far soffrire e morire migliaia di persone." (Sunday Times (London) 17 May 1992)

     

    Dr. Andrew Herxheimer, Emerito Professore di Pharmacologia, UK Cochrane Centre, Oxford:

    "La natura e l'efficacia dell'AZT non è mai stata valutata e provata adeguatamente, ma la sua tossicità è sicuramente notevole. E penso che abbia ucciso un gran numero di persone. Penso che non dovrebbe essere usato nè da solo nè in combinazione." (Continuum Oct. 2000)

     

    Dr. Etienne de Harven, Emerito Professore di Patologia, University of Toronto:

    "L'establishment dell'AIDS, dominato dai media, da gruppi di pressione e dagli interessi di svariati gruppi farmaceutici, ha fatto sì che la ricerca perdesse contatto con le menti aperte della scienza medica, dal momento che l'ipotesi mai comprovata dell'HIV causa dell'AIDS ha ricevuto il 100% dei fondi per la ricerca, mentre le altre ipotesi sono state totalmente ignorate." (Reappraising AIDS Nov./Dec. 1998)

     

    Dr. Bernard Forscher, former editor of the U.S. Proceeding of the National Academy of Sciences: 

    "L'ipotesi dell'HIV causa dell'AIDS è allo stesso livello della teoria della malaria causata dall'aria cattiva, o della teoria del beri beri o pellagra causate dai batteri [cause da rinvenirsi invece nella deficenza nutrizionale]. E' una truffa è sta diventando uno scandalo." (Sunday Times (London) 3 April 1994)

     

    Tag: riflettiamo
    (13/05/2007 - 14:54)

    BAMBINI

    di arrabbiata

    PERCHE’ AUMENTANO I BAMBINI ORFANI NEL MONDO?

    Sono 15 milioni di bambini senza genitori a causa dell’aids




    Dona ora
    Adotta un bambino a distanza

    Tag: informazioni
    (06/05/2007 - 13:44)

    indirizzi utili

    di arrabbiata

     

     
    AIDS
    immagine campagna aids 2003C’è chi dice che l’AIDS non è più un problema e che comunque riguarda solo alcuni, ma non è così, l’AIDS colpisce ancora oggi, approfittando dell’indifferenza.
    Nel nostro Paese la soglia di attenzione nei confronti di questa malattia si è abbassata: il primo complice dell’AIDS è ancora la disinformazione. Oggi i casi di contagio sono in aumento soprattutto fra le persone che hanno rapporti sessuali, pensando di non essere a rischio.
    L’invito del Ministero della Salute è “L’amore per noi stessi è il primo che ci protegge dall’AIDS”.

    Organizzazioni italiane

    Istituto Superiore di Sanità

    • Home Page
      Agenzia governativa: si possono trovare i dati epidemiologici aggiornati, informazioni sulle pubblicazioni dell'Istituto, sull'attività del Telefono Verde AIDS.

              http://www.iss.it

    • Telefono Verde AIDS
      Link diretto alla pagina del Telefono Verde AIDS (TVA) del Reparto AIDS e MST dell'Istituto superiore di sanità (ISS). Istituito nel giugno del 1987 dalla Commissione nazionale per la lotta contro l'AIDS, il Servizio svolge attività di prevenzione primaria e secondaria sull'infezione da HIV e sull'AIDS alla popolazione generale, attraverso un'informazione scientifica erogata con il metodo del counselling telefonico.

              http://www.iss.it/sanita/telverde.htm


    Organizzazioni internazionali

    • WHO / OMS
      E' il sito dell'Organizzzazione Mondiale della Sanità dedicato alle iniziative su HIV/AIDS e alle Malattie Sessualmente Trasmesse (Sexually Transmitted Infections - HSI). Svolge ruolo di coordinamento della lotta contro l'AIDS a livello mondiale, creando connessioni fra le principali ONG e le agenzie operanti nel settore dell'infezione da HIV/AIDS. Attualmente in prima pagina: "Fogli informativi su HIV/AIDS per infermiere e levatrici" e una "Guida sulla terapia antiretrovirale".
      Prevalentemente in inglese, contiene documenti in francese e spagnolo.

              http://www.who.int/asd

    • UNAIDS
      E' il sito del Programma AIDS dell'Organizzazione Mondiale della Sanità. Molto ricco, oltre alle notizie in evidenza e agli argomenti di attualità, comprende quattro sezioni (Per i giornalisti, Sull'UNAIDS, Pubblicazioni, HIV/AIDS Info) frequentemente aggiornate, dove si possono reperire informazioni epidemiologiche, sulla prevenzione, sulle iniziative internazionali, fogli informativi, FAQ e altro.
      In inglese, francese e spagnolo.

              http://www.unaids.org

    • Project for the realization of a databese for the european AIDS Help-Lines
      Sito dell'Unione Europea - Divisione V - Ambiente e Affari Sociali. Illustra il progetto "Project for the realization of a database for the European AIDS Help-lines", voluto dalla Commissione Europea, Direzione Generale V, per studiare - sulla base delle singole esperienze degli Stati membri in tema di AIDS Help-line europee - la possibilità di costituire un net-work, allo scopo di ottimizzare e standardizzare questo tipo di servizio. Tra le sezioni del sito: Progetto, Scopi, A chi è rivolto, FAQ.
      Disponibile anche in versione italiana.

              http://www.eahl.org

    • Pan American Health Organization
      Sito dell'Ufficio Regionale per le Americhe dell'Organizzazione Mondiale della Sanità.
      Nella sezione "Health Topics", alla voce "AIDS and STI" sono disponibili varie risorse sul tema dell'AIDS: documenti tecnici (l'ultimo relativo a un convegno svoltosi a Washington il 27 settembre 2001), libri, riviste, foto e filmati, informazioni su eventi, etc.

              http://www.paho.org/

    • Special Program del sito del NIH
      E' il sito dell'Ufficio per la Ricerca sull'AIDS del NIH (National Institute of Health - U.S. Department of Health and Human Services), responsabile degli aspetti scientifici, economici, normativi, e di indirizzamento del programma NIH AIDS Research. Il programma è presentato nelle diverse sezioni del sito, tra cui non mancano le informazioni dirette ai cittadini, aggiornamenti e link.
      In inglese.

              http://www.nih.gov/od/oar/index.htm


    Ministeri della Sanità dei Paesi dell'Unione Europea

    • Sundheds Ministeriet / The Danish Ministry of Health - Danimarca
      Il sito non possiede una sezione specificamente dedicata all'AIDS, ma contiene comunque diverse informazioni sull'argomento:
    • Dati epidemiologici

              http://www.sum.dk/health/health1999/page34.html

    • Misure di prevenzione

              http://www.sum.dk/health/sider/kap8.htm

    • Relazione sullo stato sanitario del Paese
      Health care in Denmark - Ministry of Health

              http://www.sum.dk/health/sider/print.htm
              Informazioni disponibili in inglese e danese.

    • Ministère de l'Emploi et de la Solidarité et du Secrétariat d'Etat à la Santé - Francia
    • Campagna Nazionale per la lotta contro l'HIV
      In "Les dossiers de presse" (sezione Actualité - Presse), il sito pubblica i rapporti: "Le sida, on en meurt encore" pubblicato in occasione della "Campagne nationale de lutte contre le VIH", svoltasi il 3 luglio 2000; "Journeé mondiale de lutte contre le VIH" 30 novembre 2000.

              http://www.sante.gouv.fr/htm/actu/index.htm
              In francese.

    • Altre informazioni sull'AIDS in "Dossier", alla voce SIDA
    • Bundesministerium für Gesundheit (BMG) / Federal Ministry of Health - Germania
      Raggiungibile fin dalla Home Page, il testo del messaggio di Andrea Fischer Federal Minister of Health, lanciato nell'agosto del 1999, in occasione della Lotta contro l'AIDS in Germania.
      In inglese e tedesco.

              http://www.bmgesundheit.de/engl/aids.htm

    • Department of Health - Gran Bretagna
      Sono diversi i documenti offerti dal sito in tema di AIDS:
    • AIDS/HIV INFECTED HEALTH CARE WORKERS:
      Guidance on the Management of Infected Health Care Workers and Patient Notification
      Le linee guida sono indirizzate a tutti gli operatori della sanità del NHS (National Health Service) e del settore privato. Documento disponibile in PDF

              http://www.doh.gov.uk/aids.htm

    • EXPERT ADVISORY GROUP ON AIDS
      L'Expert Advisory Group on AIDS (EAGA) è una struttura pubblica di consulenza non dipartimentale e non statutaria, fondata nel 1985. Sul sito del Department of Health della Gran Bretagna mette a disposizione reports in formato PDF su temi come: rischio della trasmissione dell'HIV mediante sesso orale, profilassi nella post-esposizione all'HIV, HIV e alimentazione infantile.

              http://www.doh.gov.uk/eaga/index.htm

    • Ministerio de Sanidad y Consumo - Spagna
      La sezione che il sito dedica all'AIDS si chiama Anti-SIDA e offre informazioni sul Piano di Mobilitazione Multisettoriale, le ONG, l'Epidemiologia, la Prevenzione, l'Assistenza. Non mancano Novità e Link.

              http://www.msc.es/sida/home.htm
              In spagnolo.

    • Ministry of Health and Social Affairs - The National Institute of Public Health
      Il sito pubblica informazioni sull'AIDS nella "Relazione sullo stato sanitario del Paese".
      In inglese e svedese.

              http://www.fhinst.se/english/pubHealth.asp

     

    Tag: informazioni
    (06/05/2007 - 13:02)

    NOTIZIE

    di arrabbiata


    Sembra che anche la stampa italiana si sia accorta che "le vitamine rallentano l'Aids". La scoperta dell'acqua calda, che passera' in cavalleria come tutti gli altri studi che escono e riguardano "quelle sostanze naturali e non brevettabili" e la salute. Qui ne trovate un piccolo archivio. Sono articoli che provengono dalla stampa e da riviste scientifiche.

    Questa non e' che l'ennesima conferma che i nutrienti possono essere utilizzati per la cura e la prevenzione delle malattie, contrariamente da come vorrebbe far intendere la recente legislazione in materia di integratori. Questo non e' altro che il consolidamento del monopolio salutistico portato avanti dalle multinazionali farmaceutiche che controllano la ricerca e influenzano le leggi. Di fatto oggi, un brevetto su un farmaco, una terapia, diventa un brevetto della malattia stessa che grazie ai protocolli ufficiali sara' trattata "secondo legge". Gli antivirali lo sono per l'Aids, per esempio. I chemioterapici per il cancro.

    Ritengo scandaloso che oggi nelle universita' e facolta mediche invece di studiare l'utilizzo e l'efficacia delle sostanze naturali come vitamine, minerali, enzimi, probiotici, acidi grassi, etc, sostanze della quale il nostro organismo e' COSTITUITO, si studino gli effetti di principi attivi chimici e brevettati dalle multinazionali farmaceutiche. Questo viene considerata normalita', per me e' pura follia. Le ortomolecole possono essere utilizzate per correggere stati metabolici alterati, per curare e prevenire le malattie. Questa e' medicina, la medicina di Ippocrate, di Linus Pauling.

    E' di qualche giorno fa il mio post sul caso del Sud Africano, David Patient, che e' sopravvisuto all'aids grazie all'integrazione della dieta. David non ha utilizzato i farmaci antivirali. Ovviamente gli studi che parlano degli effetti positivi delle vitamine nel rallentare il decorso dell'Aids sottolineano che la terapia multivitaminica non e' da intendersi come sostitutiva di quella antivirale. Peccato.

    A questo indirizzo trovate gli articoli che descrivono "THE SELENO-ENZYME SOLUTION", tratti dal libro di Harold D. Foster.

    Tag: riflettiamo
    (03/05/2007 - 18:37)

    L'AMORE BUONO

    di marotta

     
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    prendi posizione contro l'aids l'amore buono
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    Tag: riflettiamo
    (03/05/2007 - 00:34)

    SEMPRE LETTERE DI.....

    di arrabbiata

     

    "Sono un malato... Sono un malvagio. Sono un uomo odioso. Credo d'aver male al fegato. Del resto non so un corno della mia malattia e non so con precisione dove ho male. Non mi curo e non mi sono mai curato, sebbene tenga in gran conto la medicina e i medici. Inoltre sono estremamente superstizioso, comunque abbastanza superstizioso da tenere in gran conto la medicina."

    Fëdor Dostoevskij
    Ricordi dal sottosuolo
    Adelphi, Milano 2001

    Vorremmo poter partire da una posizione opposta.

    Vorremmo poter provare ad andare oltre le definizioni, oltre le etichette, oltre i ruoli di malato e medico o terapeuta, e portare l'attenzione sulla persona nella sua interezza e complessità e soprattutto sulla persona come storia unica e irripetibile. Ci piacerebbe dare spazio, dare voce, offrire la possibilità di raccontarsi e di esprimere tutto quel che c'è intorno alla malattia, ciò che con essa è iniziato è terminato si è evoluto, ma anche quel che va oltre alla malattia, ciò che siamo, le nostre emozioni, i pensieri, le sensazioni.

    Nasce così l'idea di uno spazio in cui presentare alcune informazioni sulla sieropositività nell'ottica di aumentare le chiavi di lettura e gli strumenti di comprensione (perché si conosca la propria malattia), e di uno spazio che allo stesso tempo renda possibile l'espressione, la comunicazione, l'incontro tra persone che vivono esperienze simili, nella convinzione che anche se la propria storia è unica non siamo soli, e possiamo arricchirci dell'esperienza di chi ha già affrontato o affronta l'HIV.

    La nostra posizione sarà quella dei volontari (e non dei professionisti o degli esperti del settore) e quindi di ascolto e di facilitatori di incontri tra sieropositivi e di comunicazione con le risorse.

    (02/05/2007 - 23:32)

    UNA NUOTATA

    di marotta

    Una nuotata per i sieropositivi

    Ci saranno anche i maschietti italiani che fanno nuoto sincronizzato all'edizione di quest'anno di Swim for Life, la manifestazione benefica che raccoglie fondi a sostegno delle persone sieropositive e malate di Aids.

    Il torneo di quest'anno - organizzato come sempre dal Gruppo Pesce di Milano - andrà in scena a Cologno Monzese, alla Piscina comunale, il 13 maggio. Madrina dell'evento sarà Eva Balzarotti, titolare della squadra nazionale di Nuoto Sincronizzato ai Campionati del
    mondo 2001 a Fukuoka (Giappone) e agli Europei di Berlino del 2002. Si esibirà la prima squadra maschile di nuoto sincronizzato in Italia, SyncDifferent, ideata da Gian Mario Felicetti.

    Un'occasione per divertirsi, fare sport e aiutare un'associazione come Asa, che sostiene e aiuta concretamente i malati di Aids e i sieropositivi.


    Tag: riflettiamo
    (02/05/2007 - 20:24)

    LETTERA DI .........

    di arrabbiata

    OGGI, NEL 2006, E' ORA DI SMETTERE DI PENSARE CHE I SIEROPOSITIVI SIANO APPESTATI.

    NON ESISTONO PIU' LE CATEGORIE  A RISCHIO COSI' COME VENIVANO PRESENTATE DIVERSI ANNI FA'.

    TUTTI QUANTI POSSIAMO CONTRARRE IL VIRUS HIV. TUTTI.

    I SIEROPOSITIVI HANNO DIRITTO DI VIVERE LA LORO VITA COME GLI ALTRI PERCHE' SONO COME GLI ALTRI A TUTTI GLI EFFETTI!

    LE CURE PERMETTONO DI VIVERE UNA VITA ASSOLUTAMENTE NORMALE.  SI PUO' VIVERE A LUNGO QUANTO LE PERSONE CHE NON HANNO IL VIRUS.

    IO SONO SIEROPOSITIVO.

    VIVO COME VOI.

    SONO ETERO.     MAI STATO TOSSICODIPENDENTE.   

    L'HO CONTRATTO DA UNA DONNA.      

    E NON ERA UNA PROSTITUTA.

    SONO STATO SFORTUNATO.

    MA LA VIA DEL SILENZIO CHE IL "PERBENISMO" OBBLIGA  A  QUELLI COME ME DEVASTA LA PSICHE PIU' DI QUANTO IMMAGINIATE.

    ED E' DURISSIMO RISALIRE LA CHINA E TORNARE A CREDERCI.

    IO L'HO FATTO.

    VOGLIO VIVERE. E AMARE.  E TORNARE AD ESSERE AMATO.

     

    (02/05/2007 - 17:51)

    ATTENZIONE

    di arrabbiata

    Bruxelles | 10 settembre 2002
    Ue. Diminuiscono i nuovi casi di Aids, l'Italia resta ai primi posti
    In Italia diagnosticati 1.681 nuovi casi
    In Italia diagnosticati 1.681 nuovi casi

    Secondo un rapporto pubblicato oggi da Eurostat, nel 2001 i nuovi casi di Aids sono stati 8.210 in tutta l'Unione Europea, con un calo dell'11% rispetto al 2000, fatta eccezione per il Portogallo. Si tratta del calo più significativo degli utlimi anni.

    In Italia sono stati diagnosticati 1.681 nuovi casi, con un tasso di incidenza pari a 29,4 per milione di abitanti. Il nostro paese si trova purtroppo al secondo posto dopo la Spagna, che ha fatto segnare 2.297 nuove infezioni e al terzo posto c’è la Francia con 1.044 casi.

    La ricerca va avanti
    Nuovi importanti passi avanti nella terapia dell'Aids. Uno studio condotto dall'Istituto di Malattie Infettive e Tropicali dell'Università di Milano, diretto da Mauro Moroni, ha dimostrato che somministrando ai sieropositivi Interleuchina 2 (IL2) insieme alla terapia antiretrovirale tradizionale, è possibile ritardare o evitare l'insorgenza di infezioni opportunistiche, che costituiscono il pericolo maggiore per le persone colpite dall'Hiv.

    "Polmonite, toxoplasmosi e altre infezioni - spiega il prof. Moroni - sono i nemici più temibili per questi pazienti". Lo studio - pubblicato sull'ultimo numero del Journal of Infectious Diseases - ha dimostrato, per la prima volta, i notevoli vantaggi immunologici e clinici.

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